TORINO, TRA LE DONNE DI PAVESE

7 de octubre de 2013 | Por | Categoría: Literatura

por jgarcia.
Turin, Italy
Torino è la città dove accadono le vicende più importanti della vita di Cesare Pavese. Lì studia le scuole elementari, il liceo e la facoltà di Lettere e Filosofia. Lavora alla casa editrice Einaudi, traduce romanzi dall’inglese, pubblica le sue prime poesie, diventa direttore editoriale. Nel 1935 è condannato al confino in Calabria per attività antifascista. Le sue relazioni con le donne sono tormentate. Dopo un’altra sconfitta amorosa, questa volta con l’attrice americana Constance Dowling, si uccide nel 1950 a l’età di 41 anni.
L’anno prima aveva scritto il romanzo breve Tra donne sole. Le donne sono le protagoniste e gli uomini sono semplici personaggi secondari. Clelia, la narratrice, lavora come direttrice di un negozio di moda, mentre Momina, Rosetta e Mariella non lavorano, sono borghesi mantenute che s’annoiano e cercano le feste e le gite. Nene è una artista che prepara feste stravaganti. Queste donne non hanno figli. Momina è sposata ma non vive con suo marito. Rosetta si sente soffocata a casa sua, troppo protetta dai suoi genitori, che la trattano come se fosse ancora una ragazzina. Per lei è difficile trovare amiche vere.amiche3
Nel 1955 Michelangelo Antonioni gira il film Le amiche, seguendo la storia di Pavese ma cambiando qualche scena e personaggio per renderla più dramatica. Si vedeno posti caratteristici di Torino: l’albergo Roma, dove Rosetta prova di uccidersi prendendo il veronal all’inizio della storia, come lo fece Pavese in realtà piu tardi; la stazione Porta Nuova, il Caffè Torino sulla Piazza San Carlo, le viuzze vicino alla Via Garibaldi, i giardini della Piazza Cavour, il Lungo Po.
Clelia ritorna a Torino, dove è nata, dopo aver vissuto a Roma. La sua classe originaria è quella operaia. La differenza tra le due storie è che, nel romanzo, Rosetta non è innamorata del pittore Lorenzo, come nel film. La relazione più intima è quella di Rosetta e Momina. Momina è una specie di sorella maggiore, esigente e cattiva. Si mostra cinica e crudele verso il crollo di Rosetta, che è troppo sensibile, si sente ferita per la vita. Pavese scrive sul diario Il mestiere di vivere: “Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualsiasi amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla.”caffe torino
Clelia trova la salvezza del lavoro. Ci sono sempre cose da fare. Il suo tempo non è un vuoto da riempire, ma una successione di compiti. Lavorare stanca, ma alla fine si sente la soddisfazione dell’opera riuscita. Lei è più matura delle sue nuove amiche, incolpa a Momina di non curarsi di Rosetta, di non capirla. Alla fine, nel film, dopo aver litigato con la padrona, Clelia prende un treno e ritorna a Roma per dirigere un altro negozio.

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