LA CERTOSA DI PARMA

11 de octubre de 2012 | Por | Categoría: Viajes

Coloro che hanno letto il celebre romanzo di Stendhal La Certosa di Parma forse poi sono andati a quella città ed hanno chiesto all’Ufficio Turistico dove si può trovare il monastero che presta il suo nome al titolo ma che appena appare nella bella storia di Fabrizio del Dongo. La risposta è che non c’è una certosa a Parma. L’abbazia di Valserena che pottrebe identificarsi con quella si trova in campagna, cinque chilometri al nord.

Non sono molte le tracce che possiamo scoprire oggi delle avventure di Fabrizio. C’è certamente un albergo che si chiama Stendhal sulla Piazza della Pilotta, ma è veramente difficille trovare i palazzi e le case dove questo fedele a Bonaparte nato a Milano abitava ed ingressava nella società parmiggiana dell’ottocento. Nelle mie passeggiate sulla città io credevo di vedere l’ombra di Fabrizio nel gran Parco Ducale al nord, nel Parco Cittadella al sud, probabilmente il luogo dove si alzava la prigione che albergò Fabrizio durante molti mesi, ed anche nei Giardini di San Paolo al centro, un misteroso recinto propizio alle meditazioni romantiche.

Stendhal fu uno scrittore francese che amava la cultura italiana, ma lui era un’eccezione.La Franciae l’Italia sono due paesi che vivono schiena contro schiena, ignorandosi l’uno al altro, Stendhal non ha convinto molti compatrioti per ammirare le cose italiane, e gli italiani non hanno preso cura di un francese che viene per cantare le sue lodi. Parma nell’ottocento era un ducato indipendente la cui borghesia si vantava di una connessione lontana colla aristocrazia francese, ma non sopportava una influenza straniera immediata (francese o qualunque). Il Duca era circondato esclusivamente da piccoli adulatori ed intriganti. Nel regno della mediocrità non si tolera nessuna forma di eccellenza.

Oggi si può passeggiare sulle strade di Parma e sentire l’eco del passato medievale e rinascimentale. Non mancare la visita al duomo e il battistero di una rara semplicità e perfezione romanica. Le biciclette attraversano i marciapiede tra i pedoni, senza fretta, come se il tempo fosse fermato, come se ancora fosse possibile vivere in pace ed armonia.  Io raccomando la lenta passeggiata sulla strada Cavour, mangiare al ristorante Al Corsaro, sedere sulla terrazza del Cavour Gran Caffé, godere l’aria primaverile, guardare le giovani ragazze che fanno un gran contrasto colle pietre antiche, entrambe belle e misteriose, immaginare tante avventure del passato.

Etiquetas: , , ,


Deja un comentario